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La bio: un link, e cosa scrivere sopra
La tua bio ha quattro righe; usale per ciò che serve a uno sconosciuto per decidere: cosa fai, dove, per chi, e come si prenota. «Balayage e colore · Milano Isola · prenota online ↓». Poi il link: la tua pagina di prenotazione, non uno strumento link-in-bio con sei pulsanti. Ogni tocco in più perde un terzo di chi era partito.
Storie: un ritmo che riesci a tenere per un anno
Due volte a settimana, tre schermate: un risultato di questa settimana, uno sguardo allo spazio o alle tue mani al lavoro, e una schermata «libero questa settimana: gio 14:00, ven 10:00 — prenota qui sotto» con lo sticker link. È l’ultima schermata a prenotare. Salvala in una storia in evidenza «Prenota» così resta in cima al profilo tra una storia e l’altra.
DM: la risposta in due righe
«Quanto costa un taglio?» — «Taglio e piega 35 €, circa 45 minuti. Puoi scegliere l’orario qui: [link]». Prezzo, durata, link. Niente «quando ti andrebbe bene?»: quella domanda fa partire il ping-pong. Se risponde con un giorno, rimanda il link con «giovedì è libero dalle 13:00». La pagina di prenotazione tratta al posto tuo.
Post: meno, con il prezzo nella didascalia
Un post a settimana è più che sufficiente. Prima/dopo, nome del servizio, durata, prezzo e «prenota dal link in bio». Le didascalie con il prezzo prendono meno like e più prenotazioni: stai filtrando chi è pronto, ed è proprio il punto.
Dove deve atterrare il link
La pagina dietro il link deve caricarsi in fretta sul telefono, mostrare i tuoi servizi con i prezzi e permettere di scegliere un orario in pochi tocchi senza creare un account. È esattamente una pagina di prenotazione TapBook: i tuoi servizi, i tuoi slot liberi, un’email di conferma — e codice QR e link di condivisione pronti nella pagina Condividi.
Per chi è
Chiunque abbia un lavoro che si fotografa bene e clienti che scorrono: capelli, unghie, ciglia, tatuaggi, trucco, personal training, toelettatura. Insegnanti e consulenti ricavano meno da Instagram; per loro contano di più il link nella firma email e Google.
Cosa non risolve
Instagram porta persone a cui il tuo lavoro piace già; non crea domanda dove non c’è, e la sua copertura oscilla con l’algoritmo di settimana in settimana. Trattalo come una delle tre porte (con Google e il passaparola), non come tutta la casa. TapBook ti dà il link e il codice QR; pubblicare resta compito tuo.